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Viaggiamo da… Al Palazzo (Positano)

Un angolo di paradiso nel paradiso

Ciao viaggiatori ,

oggi vi racconto di uno dei locali (per me) più belli di Positano.

In questo posto ci siamo stati appena sposati, in un giorno di giugno che faceva un caldo tremendo. Ma ha sempre fascino. Il ristorante si trova in un palazzo storico nel cuore della città. Il suo staff accoglie i clienti solo con tavolini all’aperto in una piccola oasi di pace, sotto bellissimi gazebi.

Lo trovo elegantissimo!!!

Il cameriere che ci ha accolto è Marco, lo stesso ragazzo che ci servì in viaggio di nozze. Si ricordava perfettamente di noi e la cosa mi ha fatto enorme piacere.

Dopo esserci accomodati un pò in disparte rispetto agli altri tavoli, Marco ci coccola con un piccolo aperitivo offerto dalla casa.

Dopo aver letto il menù (e scelto purtroppo solo poche pietanze 😜), via al valzer di bevande: io solo acqua mentre mio marito si affida al cameriere che gli consiglia il vino “Oi Ní” un Fiano della Tenuta Scuotto.

Buonissimo. Fresco e aromatico.

Dopo una sofferta scelta, abbiamo preso due antipasti, io un primo, mio marito un secondo e, ovviamente, i dolci🤣.

Per me questo ristorante è un piccolo angolo di paradiso. Una volta che varchi quella porta la calma e la tranquillità regnano sovrane.

Tonno con agrumi e frutti di bosco e finocchio ( la scelta di mio marito)

Salmone scottato con salsa tzatziki all’aglio

Due quadri. Questa è stata la mia prima osservazione. Quasi ci dispiaceva mangiarli!

Per tutta la durata non abbiamo detto una parola: i gusti che ci esplodevano in bocca erano una cosa fantastica. Sapido, dolce, acido, amaro. Bilanciati in modo meraviglioso.

Ogni volta che il cameriere passava per sapere come stava andando, io ero in un altro posto spazio-temporale 🤣.

L’antipasto di mio marito era fresco, in tutti i sensi. L’agrume dava la nota acida che si sposava perfettamente con il tonno, come la nota di “terra” data dai frutti di bosco. Ma la ciliegina sulla torta e il finocchio tagliato sottile che da la croccantezza che mancherebbe a questo piatto.

Il mio invece era dai sapori più decisi e forti. Il salmone appena assaggiato esplodeva in bocca. E subito dissi “sto masticando il mare”. Spettacolo! La nota che mi ha colpito di più e stata la salsa tzatziki: tanto aglio. Un azzardo non da poco perché era a crudo e poteva rimanere fastidioso per la durata di tutto il pranzo (spoiler: sparita la sensazione dopo poco 😯).

Tagliolini aglio, olio e peperoncino e gamberi crudi di Mazzara e limone

Branzino con tortino di patate e cicoria e pomodorini semi secchi

Altri due quadri😍. Piatti bilanciati come gli antipasti.

Il mio primo era la versione sexy di un classico della cucina. Quattro ingredienti per fare un capolavoro culinario. Ma la cosa sorprendente di questo piatto è stata la mantecatura: abbracciava alla perfezione tutti gli ingredienti senza lasciare nulla solo.

Il branzino era latte. Il coltello nn serviva!!! La pelle era diventata bella croccante che si portava tranquillamente mangiare (LA nota croccante del piatto), la patata legava il pesce ai pomodori e la cicoria ti puliva la bocca. Equilibrio 10+.

Una volta tornato il cameriere per sapere come fosse andato il tutto, lo guardo con occhi a cuoricino e gli dico: “Dai un bacio in fronte allo chef!!!😍😍😍”. E cos’altro gli potevo dire??? Era tutto spettacolare, freschissimo e ogni piatto ti faceva viaggiare comodamente seduto.

Ma, alla fine, potevamo mai non prendere il dolce? Certo che no!!!

Delizia al limone rivisitata

Tiramisù

Partiamo dal tiramisù, quello che ho preferito. Una versione decisamente più leggera del classico. Era una nuvola. Tutto spumoso e cicciotto. Il savoiardo presente non era bagnato ma serviva semplicemente a separare le due mousse: sopra la classica al mascarpone e sotto una al caffè. La trovo una pensata bellissima. Generalmente il savoiardo risulta troppo bagnato di caffè, e di conseguenza quest’ultimo copre tutti i sapori. In questo modo erano ben definito ed equilibrati.

La delizia mi è piaciuta meno, purtroppo. Ovviamente è sempre un gusti personale non ci sono dubbi. L’idea di partenza era buona, quella di fare tre sfere più piccole e non un pezzo. Per me hanno sbagliato a togliere la panna e mettere una gelee al limone. Si, ok, ma troppo dolce!!! Ha coperto tutti i sapori… Peccato. I dolci poi sono stati accompagnati dal limoncello: aromatico ma non eccessivamente alcolico. L’ho bevuto persino io e chi mi conosce sa che i liquori non li bevo.

Il pranzo è passato lentamente, piacevole e senza intoppi. I camerieri erano presenti ma senza essere notati.

Il conto? 170-180€. Uno può dire alto, ma il viaggio che ti fa fare questo ristorante vale tutti i soldi che si spendo.

Un bacio 😚.

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